Testimonianze

Vaclav - sales manager. “Quando ti ho contattato ero così concentrato sul lavoro da perdere il contatto con la mia famiglia e con me stesso. Sapevo cosa fare ma non lo facevo. Trovare qualcuno a cui dire a voce alta quello che prima pensavo soltanto, mi ha permesso di avviare piccoli cambiamenti. In tre settimane da quella singola conversazione, il rapporto con la mia famiglia era già diverso. Oggi mi sento bene, più sicuro di me e riesco a equilibrare le cose che per me contano.”

 

Salvio - economista. “Sono arrivato avvolto in una nebbia, con la sensazione che il mio bisogno di senso non trovasse una via. Il primo cambiamento è stato non sentirmi più solo in quella ricerca. Da lì ho scoperto che potevo essere io a costruire quel senso - e che questo poteva diventare qualcosa di condiviso con altri. Oggi porto più gioco e creatività anche in ufficio: propongo strade nuove, esprimo le mie idee anche quando sono diverse, libero dal peso della performance. E trovano un riscontro concreto.”

 

Micaela - team manager. “Il licenziamento inatteso durante la ristrutturazione della multinazionale in cui lavoravo mi faceva sentiere il terreno muoversi sotto i piedi: tante possibilità davanti, nessuna certezza, e io confusa su chi fossi senza il lavoro a definirmi. Riconoscere come una transizione quello che a me sembrava solo uno stallo mi ha ridato senso ed energia. Oggi non accetto più qualsiasi cosa pur di essere stimata: scelgo io le sfide che voglio affrontare, non sono più loro a definire chi sono”.

 

Fabrizio - energy manager. "Due anni fa temevo il confronto con gli altri e vivevo con ansia ogni presentazione importante. Indossavo una maschera performante, che mi mandava fuori giri. Poi ho compreso che gli altri erano lì per ascoltare ciò che avevo da dire, non per giudicarmi. Oggi, quando sento troppa pressione, mi prendo il tempo per rallentare. Mi siedo a quel tavolo e, anche senza essere perfetto, mi sento a posto così. E le cose funzionano."